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+ SDC MAGGIO : RISPOSTA +

  • 13 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

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SDC MAGGIO


Ecco la domanda:

Nel sesto capitolo don Giussani, insiste sul metodo dell'esperienza: le linee essenziali della pedagogia rivelativa vanno dalla rinuncia a sé, tipica anche di normali rapporti di amicizia, fino al momento dell'identificazione, ossia alla scoperta del divino in Lui, lentamente, aspettando i tempi di tutti.


In particolare, nel secondo momento del percorso don Giussani dice:

"lentamente Gesù colloca la sua persona al centro dell'affettività dell'uomo. E questo diventa sferzante quando egli si pone addirittura in paragone con gli affetti più intimi dell'uomo stesso 

[...]

Una dottrina che spieghi la vita può provocare consenso o negazione -dice Romano Guardini- ma ben diverso è quando una figura umana avanza per se stessa la pretesa di possedere un'importanza assoluta per la nostra vita. Per riconoscere tale pretesa, chi ascolta deve rinunciare a se stesso, deve sacrificare l'autonomia del proprio criterio, in un modo così sensibile come può avvenire soltanto nell'amore.

[...]

Il discriminante fondamentale pro o contro Cristo sta nella inconcepibile pretesa della sua persona, nella novità assoluta della sua natura, nell'inimmaginabile risposta alla domanda su chi egli sia: questa è la chiave di volta nella percezione di sé e nell'immagine della vita". 


Dentro le nostre giornate, vissute istante per istante, quale amore si svela come l'amore della nostra vita? E cosa ci chiede?



RISPOSTA: ADERIRE COSTANTEMENTE ALLA REALTA', (SEMPRE PIU' COSTANTEMENTE.)



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