+ LE AUTO ELETTRICHE COMMERCIALIZZATE IN EUROPA DI PROVENIENZA CINESE SONO SOTTOCOSTO? LA RISPOSA AI : +
- 24 apr
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Aggiornamento: 25 apr

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No, non sono più sotto costo rispetto al passato, ma restano competitive grazie a margini elevati che assorbono i dazi.
Le auto elettriche cinesi in Europa non sono attualmente vendute a prezzi inferiori ai costi di produzione, poiché i dazi compensativi UE, entrati in vigore nel novembre 2024, hanno innalzato i prezzi finali per pareggiare il vantaggio derivante dalle sovvenzioni statali cinesi. Nonostante questa misura, i produttori cinesi mantengono una forte presenza sul mercato (con quote di mercato significative nel 2025 e 2026) perché i loro margini di profitto sono sufficientemente ampi da assorbire il costo aggiuntivo dei dazi senza necessariamente trasferirlo interamente al consumatore finale.
Dazi vigenti: Aliquote aggiuntive che vanno dal 7,8% (Tesla) al 35,3% (Saic e altre aziende non cooperative), sommate al dazio base del 10%.
Strategia dei prezzi: Aziende come Byd e Saic hanno scelto di assorbire parte del carico fiscale mantenendo listini stabili o riducendo leggermente i prezzi per conquistare quote di mercato, sfruttando il vantaggio competitivo della filiera integrata (controllo di miniere di litio e produzione batterie).
Contesto storico: Sebbene i prezzi in Cina siano storicamente molto più bassi (spesso la metà di quelli europei), l'attuale strategia europea mira a eliminare gli effetti pregiudizievoli delle sovvenzioni, rendendo il mercato più equilibrato senza chiudere completamente l'accesso ai veicoli cinesi.
QUINDI I CINESI STANNO E PUNTANO A CONTINUARE AD AVERE IL MONOPOLIO GLOBALE DELLE BATTERIE, ANCHE GUADAGNANDO MOLTO MENO SUL RESTO DEL PRODOTTO FINITO DEI VEICOLI.
SECONDA QUESTIONE: LA CINA HA AUTOMIA NEL CAMPO DELL’ACCIAO?
ECCO LA RISPOSTA AI:
Sì, la Cina è l'unico paese al mondo in grado di produrre in modo autonomo tutti i tipi di acciaio.
Il settore siderurgico cinese è strutturato per garantire una completa indipendenza nella produzione, dalla disponibilità delle materie prime alla capacità manifatturiera. Questo permette alla Cina di coprire non solo il proprio fabbisogno interno, ma anche di dominare il mercato globale come primo esportatore e importatore di merci, sostenendo la sua posizione come seconda economia mondiale e potenziale superpotenza industriale.
QUINDI TENENDO IL CONTROLLO DELLE BATTERIE E L’AUTONOMIA SIDERURGICA, L’EUROPA COMUNQUE DA’ SPAZIO AD UNA ECONOMIA COLONIZZATRICE, IN BARBA ALLA LOGICA DI SVILUPPO EUROPEO: IN QUESTA LOTTA IMPARI SEMPRA CHE L’EUROPA AMMAINANDO LA BANDIERA SI PRONI AL GRANDE IMPERO ORIENTALE, IN UN OSSIMORO CHE PREVEDE “UN EFFETTIVO NAZIONALISMO E SOVRANISMO GLOBALE, QUI CINESE.”
SI GIUNGE AD UNA EVIDENZA: ALLA CINA NON INTERESSA SOLO FARE AUTO…..MA UN ULTIMA DOMANDA: LA CINA E’ IL MAGGIOR INQUINATORE GLOBALE?
RISPOSTA AI:
Sì, la Cina è attualmente il paese più inquinante del mondo in termini di volume totale di emissioni di gas serra e anidride carbonica (CO2).
I dati chiave che confermano questa posizione sono:
Volume delle emissioni: La Cina è responsabile di circa un terzo (29,5%) delle emissioni globali di gas serra, producendo circa 9,9 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno. Questo la colloca al primo posto globale, davanti agli Stati Uniti (14,3%) e all'Unione Europea (9,6%).
Dipendenza dal carbone: La principale causa di queste emissioni è la forte dipendenza dalla combustione del carbone per la produzione di energia elettrica, sebbene negli ultimi anni la quota sia scesa verso il 53% a favore di rinnovabili.
Qualità dell'aria locale: A livello di inquinamento atmosferico urbano (polveri sottili PM2.5), la Cina ospita ancora la maggior parte delle città più inquinate al mondo, sebbene i livelli medi siano in lieve calo rispetto al passato.
È importante distinguere tra emissioni totali e impronta pro capite: se si guarda alle emissioni per abitante, la Cina non è ai primi posti della classifica mondiale, che è dominata da piccoli stati petroliferi del Golfo Persico e da nazioni altamente industrializzate con popolazioni ridotte. Tuttavia, per il suo impatto complessivo sul cambiamento climatico globale, la Cina rimane il principale inquinatoro storico e attuale.
QUINDI?
SIAMO AD UN PARADOSSO, COLONIZZATI DAL PAESE PIU’ INQUINANTE NEL NOME DELL’ECOLOGIA, CHE PUNTA AD AUMENTARE LA PRODUZIONE INTERNA, NEI CONFRONTI DI UN CONTINENTE CHE POTREBBE FARNE CERTAMENTE A MENO: L’EUROPA.
COME RECUPERARE GLI ERRORI FATTI?
CERCARE E COLTIVARE MERCATI PENETRABILI: INDIA, AFRICA, AMERICA (SUD E NORD)
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