+ DALL'IMMIGRAZIONE ATTRAVERSO I VALORI DELL’OCCIDENTE: POLITICA, AFFERMAZIONE O ESPRESSIONE DI UNA CULTURA, PRIMA CARITA’, GESTIONE (E O BENE COMUNE E LIBERTA’ DI TUTTI). +
- 1 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 3 mag
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IL PROBLEMA NON E' SECONDARIO E PARTE DA UN FATTO ACCADUTO REALMENTE A VENEZIA PUBBLICATO SU "IL GIORNALE", NON E' UN PROBLEMA RAZIALE, LA QUESTIONE E': LA POLITICA DOBBIAMO RIDURLA AD UNA RAPPRESENTATIVITA' DI UNA COMUNITA'? E DA QUESTA DOMANDA CI SI E' INTERROGATI SU QUESTIONI ANTICIPATE GIA' NEL TITOLO.
LINK NOTIZIA DI PARTENZA: https://www.ilgiornale.it/news/interni/comizio-elettorale-pd-adesso-si-fa-pure-bengalese-2658324.html
QUESTO ARICOLO NON PRETENDE DI ESSERE ESAUSTIVO DEI PROBLEMI AFFRONTATI.
BUONA LETTURA!

QUESTIONE: (SPUNTO CASO VENEZIA) - MEGLIO INIZIARE A FARCI I CONTI SUBITO.
E’ IL CASO CHE GLI IMMIGRATI (IN ITALIA) SI APPLICHINO E SI DIANO ALL’IMPEGNO POLITICO? (E’ UNA QUESTIONE CHE DA QUI IN AVANTI CI DOVREMMO PORRE SEMPRE PIU’ SPESSO, QUINDI MEGLIO AFFRONTARLA SUBITO.)
SECONDA QUESTIONE NON SECONDARIA: LA POLITTICA E’ UNA RAPPRESENTATIVITA’ DI UNA COMUNITA’?, POSSIAMO PERCIO’ RIDURLA (n.d.r. LA POLITICA) (SPUNTO DI RIFLESSIONE PERSONALE: POSSONO UN INSIEME DI RAPPRESENTATIVITA’ GUIDARE UN PAESE, UNA NAZIONE? NON FACCIO COMMENTI.)
LINK SPUNTO DI PARTENZA ( A SEGUIRE L’APPROFONDIMENTO, GLI INTERROGATIVI E ATTRAVERSO LE DOMANDE SI PORTA LA QUESTIONE AD UN GIUDIZIO E PRESA D’ATTO.)
LA QUESTIONE PARTE DA QUESTA NOTIZIA: https://www.lequestionidioggi.it/post/lqdo-immigrazione-integrazione-e-impegno-politico-il-caso-venezia-o-italia-o-europa-o-ecc
CERCANDO UN AIUTO HO TROVATO SU INTERNET (SPERO SIANO GIUSTE) QUESTE POCHE E DENSE RIGHE, ALLA DOMANDA: COSA E’ LA POLITICA PER DON LUIGI GIUSSANI? (PREMESSA: NON VOGLIO STIRARE E SFRUTTARE IL PENSIERO DI DON GIUSSANI PER MIE ELUCUBRAZIONI, MA E' L'AIUTO PIU' AUTENTICO CHE HO TROVATO).
RISPOSTA DELLA AI:
Per Luigi Giussani, la politica è una dimensione intrinseca dell’essere umano, nata dal suo "senso religioso" inteso come esigenza di un significato totale e non come mera tecnica di governo o sovrappiù ideologico. Essa si definisce come forma più compiuta di cultura che ha come preoccupazione fondamentale l’uomo, collegando i valori derivanti dalle esigenze umane alla realtà concreta.
La politica vera è quella che difende una novità di vita nel presente, capace di modificare l’assetto del potere senza cadere nella logica dell’egemonia o del dominio. Si fonda su tre pilastri essenziali:
Il realismo e la prudenza, dove la realtà prevale sull’idea astratta.
Il principio di sussidiarietà e il primato della società ("più società, meno Stato"), valorizzando le comunità intermedie come espressione della libertà associativa.
La democrazia intesa come rispetto dell’uomo, dove il potere deve essere piegato al desiderio autentico di libertà e bene comune, anziché ridurlo a mera soddisfazione di bisogni indotti o controllo sociale.
Il rischio principale è l’autoreferenzialità, quando la politica mira solo all’acquisizione del potere o all’utile di un gruppo specifico, perdendo la tensione missionaria verso il bene comune e la libertà di tutti.
DUNQUE LA POLITICA NECESSITA “DI UNA TENSIONE MISSIONARIA VERSO IL BENE COMUNE E LA LIBERTA’ DI TUTTI.”
EVITO I PASSAGGI E VADO A UN DUNQUE, LA QUESTIONE E’ SERIA:
PUNTO FORSE DIRIMENTE CHE A ME E' SALTATO FUORI E CHE PENSO SIA UN PROBLEMA COMUNE: "POLITICA E APPATENENEZA" , IL SUCCO O ALMENO IN PARTE STA ANCHE QUA'.
La parola politica deriva dal greco antico politikḗ (sottinteso téchne, "arte" o "tecnica"), che significa "che attiene alla pólis" (la città-stato). Il termine si è diffuso in Occidente attraverso il latino politĭcus, adattandosi nei secoli per indicare l'arte del governo, la gestione della comunità e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Appartenere deriva dal latino tardo appertĭnere, composto dalla preposizione ad- (a) e dal verbo pertinēre (appartenere, riguardare), il quale a sua volta si risolve nelle radici per e tenēre (tenere).
Secondo alcune fonti etimologiche, il termine è stato influenzato o incrociato dal latino pars, partis (parte), rafforzando l'idea di mettere in disparte o di essere parte di un tutto. Il verbo indica essenzialmente l'essere di legittima proprietà, far parte di un gruppo o una categoria, o spettare a qualcuno.
Il termine carità deriva dal latino caritas, che significa "benevolenza", "affetto" o "stima", ed è sostantivazione dell'aggettivo carus ("caro", "amato").
Nella traduzione della Vulgata, San Girolamo utilizzò caritas per rendere il greco agápē (amore disinteressato, divino), imitando anche il greco chàris ("grazia"). Secondo la dottrina cristiana, questa virtù teologale rappresenta l'amore incondizionato verso Dio e il prossimo, distinto dall'amore naturale (eros) e considerato la più grande tra le virtù.
SENZA LA CARITA’, INTESA COME VITA CIOE’ COME VIRTU TEOLOGALE, LA POLITICA E’ ESPRESSIONE DI UNA PARTE E NON DEL TUTTO, DUE CONCETTI DI APPARTENZA DIVERSI.
ORA UNA QUESTIONE: (UN PASSO OLTRE)
LA VIRTU' TEOLOGALE E' POSSIBILE SENZA BATTESIMO?
No, secondo la dottrina cattolica presentata nel contesto, le virtù teologali non sono possibili senza il Battesimo.
Infusione divina: Le virtù teologali (fede, speranza e carità) sono definite come doni infusi da Dio nell'anima dei fedeli, non ottenibili con lo sforzo umano.
Ruolo del Battesimo: Il Battesimo è il sacramento attraverso cui queste virtù vengono ricevute e iniziano a crescere come un "germe" nella vita spirituale.
Relazione con lo Spirito Santo: Queste virtù sono specificamente legate all'azione dello Spirito Santo, che opera pienamente nella vita di grazia iniziata con il Battesimo.
A QUESTO PUNTO NON E’ DIFFICILE CHIEDERSI SE SIA IL CASO DI “EVITARE” L’IMPEGNO POLITICO ATTIVO A IMMIGRATI NON BATTEZZATI SECONDO SANTA ROMANA CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ESSENDO LA POLITICA NON SOLO UN IMPEGNO, NON SOLO UN SERVIZIO: MA ANCHE (LA PRIMA) CARITA' (PERCHE’ OGNI POLEMICA E’, A STO PUNTO: SOLO STRUMENTALE.) O UNA (SEPPUR POSITIVA) INUTILE RAPPRESENTATIVITA' DI UNA MINORANZA O ANCHE SOLO DI UNA COMUNITA'.
MA NON SI PUO’ CONCLUDERE COMUNQUE SENZA UNA ULTERIORE DOMANDA CHE CHIUDE LA QUESTIONE (PER IL MOMENTO):
“GIUSSANI POLITICA PRIMA CARITATIVA”
Riportiamo risposta:
Per Luigi Giussani, la carità precede e fonda la politica, in quanto la presenza cristiana non si costruisce con progetti utopici o discorsi organizzativi, ma attraverso gesti di umanità reale e amicizia operante nel presente.
Primato della Presenza: Giussani criticò l'attivismo e l'utopia, sostenendo che la nuova realtà nasce vivendo gesti di carità concreti (come la "Caritativa" nella Bassa Milanese o la CUSL universitaria) piuttosto che attraverso ideologie o strutture politiche astratte.
Politica come Essere: La politica non è un'opzione separata, ma una dimensione intrinseca dell'essere umano; il criterio non è "che fare?" (programma di partito), ma "come essere?", ovvero portare una soggettività nuova basata sulla comunione e sul bene comune.
Bene Comune vs Autoreferenzialità: La pratica politica corretta deriva dall'esperienza cristiana che genera una cultura nuova; essa deve evitare l'autoreferenzialità (usare la politica per l'utile della Chiesa o del Movimento) e concentrarsi esclusivamente sul bene comune e sulla libertà di tutti
(....MA....)
MOLTE PROVOCAZIONI MA SI APRE UNA QUESTIONE, A QUESTO PUNTO CONCEDO UNA RIFLESSIONE A TALE DOMANDA:
TALE VISIONE DELLA REALTA' E DEL VIVERE COMUNE, PRIMA ANCORA DELLA RAPPRESENTATIVITA', INTERESSA?

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